Giovani Comunisti di Sinistra Comunista*

per una svolta a sinistra tra i Giovani Comunisti!
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giovedì 5 novembre 2009

Comunicato stampa GC Napoli - NO all’oscuramento mediatico dei precari della scuola!

Comunicato Stampa Giovani Comunisti:

NO all’oscuramento mediatico dei precari della scuola!

I Giovani Comunisti di Napoli solidarizzano con il Coordinamento dei Precari della Scuola di Napoli e Avellino ed aderiscono al presidio contro l’oscuramento mediatico del 6 Novembre davanti la sede regionale della RAI.

Come Giovani Comunisti, riteniamo il diritto all’istruzione un valore di fondamentale importanza, dichiarato e protetto dalla nostra Carta Costituzionale; valore che oggi viene sottoposto ad un’opera di costante smantellamento da parte delle politiche di tagli del Governo Berlusconi. L’attacco viene condotto nella maniera più violenta contro docenti precari e personale ATA: quei lavoratori, cioè, che dovrebbero avere la responsabilità di assicurare un’istruzione pubblica e di qualità, e per i quali invece il destino è quello dell’estromissione dal mondo della scuola. Si tratta di un vero e proprio licenziamento di massa, che ha in Campania il suo primato numerico. Così, il Governo riesce a colpire contemporaneamente il diritto all’istruzione, quello al lavoro e lo stesso valore della democrazia, di cui la scuola è il principale baluardo.

I Giovani Comunisti ritengono scandaloso l’oscuramento mediatico di cui la vicenda dei precari della scuola è stata oggetto, e si unisce al CSP di Napoli e Avellino nel richiedere con forza ai mezzi di informazione di dare il giusto peso e spazio alla lotta dei precari per la scuola pubblica ed il lavoro, che è insieme lotta per i diritti di tutti e la democrazia.

I Giovani Comunisti di Napoli

mercoledì 24 giugno 2009

Referendum. Fallimento consultazione, un bene per la democrazia


di Gianluigi Pegolo

Il non raggiungimento del quorum nel referendum per la modifica della legge elettorale per il Parlamento è un fatto estremamente positivo. Se fosse stata superata la soglia del 50% degli aventi diritto e se avessero vinto i Si, oggi saremo tutti meno liberi.

Quel referendum infatti, si proponeva di trasformare il sistema politico italiano in un sistema bipartitico nel quale con un solo voto in più degli altri, un partito avrebbe potuto ottenere la maggioranza dei seggi.

Irresponsabilmente il Partito Democratico ha appoggiato il referendum correndo il rischio in tal modo di consentire a Berlusconi di rafforzare enormemente il suo ruolo permettendo al Partito della Libertà di mantenere un potere assoluto. Certamente in questo risultato ha pesato la contrarietà della Lega, ma degno di nota è l'impegno per l'astensione di alcune forze politiche, fra le quali in particolare Rifondazione Comunista, molti esponenti delle componenti democratiche della magistratura e in generale della sinistra che nel corso di queste settimane hanno sensibilizzato l'elettorato sui pericoli che ne sarebbero derivati per la democrazia. La battaglia per la salvaguardia dei principi costituzionali per la difesa della democrazia non finisce qui ed è importante in questo senso che i Comitati sorti contro il referendum proseguano la loro opera".

sabato 13 giugno 2009

Diciamo NO al Referendum beffa: il 21 giugno ASTIENITI!

1. Siamo tutti scontenti della vigente legge elettorale, unanimemente denominata “porcellum” con la quale si è votato nelle ultime due tornate elettorali (2006 e 2008).
2. Questa legge, attraverso le liste bloccate, ha espropriato gli elettori di ogni residua possibilità di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento, conferendo a una ristrettissima oligarchia di persone (i capi dei partiti politici) il potere di determinare al 100% la composizione delle Assemblee legislative. Di conseguenza tutti i “rappresentanti del popolo” sono stati nominati, da oligarchie di partito, svincolate da ogni controllo popolare.
3. Attraverso l’introduzione di soglie di sbarramento irragionevoli, il “porcellum” ha soffocato il pluralismo, espellendo le minoranze, non coalizzate dal Parlamento.
4. Il referendum proposto non corregge nessuno dei difetti del “porcellum” ma, al contrario, li aggrava, esaltandone le conseguenze negative.
5. Il referendum propone sostanzialmente due modifiche della vigente legge elettorale: a) attribuisce il premio di maggioranza alla lista, che abbia ottenuto anche un solo voto in più delle altre liste concorrenti, abrogando la possibilità che il premio venga attribuito ad una coalizione di partiti; b) determina il raddoppio delle soglie di sbarramento confermando per tutti la soglia del 4% alla Camera dei Deputati e dell’8% al Senato (che la legge attuale impone soltanto ai partiti non coalizzati).
6. Attribuire il premio di maggioranza ad una sola lista determina un incremento inusitato del premio stesso, sovvertendo la regola basilare di ogni democrazia che si poggia sul principio che le decisioni si prendono a maggioranza.
7. In questo modo si realizzerebbe una sorta di dittatura della minoranza, in quanto un solo partito, senza avere il consenso della maggioranza del popolo italiano, avrebbe nelle sue mani il controllo del Governo e la possibilità di eleggere – da solo – il Presidente della Repubblica e di modificare la Costituzione.
8. La chiamata degli elettori alle urne per il referendum nasconde un inganno: essa sfrutta l’insoddisfazione generale che tutti noi nutriamo verso questa legge elettorale (il porcellum) per spingerci ad un voto che, qualunque sia il risultato, non può avere altro effetto che quello di rafforzare il porcellum.
9. Per questo si tratta di un referendum beffa: ci chiama alle urne per ammazzare il porcellum, ma in realtà lo ingrassa e lo rende intoccabile, in quanto il Parlamento non potrebbe fare delle riforme elettorali perché vincolato dal voto popolare espresso con il referendum.
10. Per questo diciamo No al referendum elettorale, non andando a votare e rifiutando le schede del referendum, se chiamati alle urne per il ballottaggio